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LA DERMOABRASIONE

Molti pazienti oggi si rivolgono al chirurgo plastico per migliorare l’aspetto soprattutto del viso deturpato sia da esiti di acne  che di cicatrici. Molti sono i metodi utilizzati dai medici per migliorare l’aspetto estetico della faccia.

  1. Dermoabrasione meccanica
  2. Dermoabrasione chimica (peeling utilizzando uno o più prodotti)
  3. Dermoabrasione fisica (peeling LASER

Tutte le procedure sopramenzionate sono valide,  però ogni medico utilizza la tecnica di sua padronanza pur di ottenere lo stesso risultato: un miglioramento estetico.  La dermoabrasione  chirurgica nacque da Kromayer per poi essere messa a punto da Mc Evit che fu il primo ad utilizzarla per gli esiti di acne.

 

 

La tecnica chirurgica.

Consiste nella rimozione di epidermide, tanto quanto ne è necessario dello strato superficiale del derma, preservando gli annessi dell’epidermide in sufficiente quantità per permettere una spontanea riepitelizzazione con una minima o nessuna cicatrice. La dermoabrasione meccanica è un procedimento efficiente in varie patologie della pelle, ed è un trattamento ausiliare della chirurgia estetica. Utilizzando una fresa diamantata adattata ad un manipolo collegata ad una frusta rotatoria che  grazie ad un motore ruota da 15.000 a 20.000 giri al minuto il tutto perché può essere controllata essenzialmente per i piani che si intendono ritirare. E’ importante conoscere lo spessore della pelle nelle singole regioni che andiamo a trattare,  è meglio evitare la regione palpebrale e nasale, perché la pelle in queste regioni è molto sottile. Con una abrasione molto superficiale è necessaria una ripetizione del trattamento, con uno molto profondo può creare delle cicatrici inestetiche, aree di ipopigmentazione, atrofia, cicatrici ipertrofiche e cheloidi. Nelle 36/48 ore post chirurgia si formeranno delle vescicole-croste prima sierose e poi di colore scuro che cadranno dopo 5- 7 giorni spontaneamente.

 

 

 

Le Indicazioni

Attualmente la tecnica della dermoabrasione meccanica è indicata come procedimento di scelta nel trattamento di cicatrici che presentano alterazioni di rilievo (depressa o sopraelevata) conseguenza di trauma di acne. Viene utilizzata anche nella ritirata di tatuaggi (se sono superficiali).

 

 

La selezione del paziente

Come con tutti i pazienti in chirurgia plastica deve essere ben definito quali sono le aspettative del paziente e le limitazioni del procedimento. L’indicazione oggi più frequente è sempre la cicatrice d’acne. La valutazione della profondità di questa si gioca con il risultato finale. L’importante è avvisare il/la paziente che ci può essere la possibilità di più interventi che non devono intercorrere almeno prima dei tre mesi l’uno dall’altro. Trattasi di un intervento sconfortante, quanto al dolore che quasi sempre è la maggior preoccupazione delle pazienti, ma viene visto che è  ben tollerato, e dalle croste che si formano dopo l’abrasione e che cadranno spontaneamente dopo 5-7 giorni. Anche le possibili complicazioni che devono essere chiarite e sono:

    • Formazione di miglio
    • Ipopigmentazione
    • Iperpigmentazione
    • Infezione

     

 

                                    

 

 

1. Formazione di miglio: sono microcisti ed ognuna deve essere aperta ed eliminata.
2. Ipopigmentazione: questa si risolve in poche settimane. La persistenza è dovuta ad una dermoabrasione profonda.
3. Iperpigmentazione: questa è imbarazzante sia per il medico che per il paziente. Nella maggior parte dei casi ha una     buona evoluzione ma deve essere prevenuta sia da un  uso di esfolianti (creme ecc. ) sia da un uso prolungato di     contraccettivi orali o uso di ormoni. E’ sempre bene che la paziente informi il medico in tali casi. Lo stato di     colorazione può permanere da alcune settimane fino a sei mesi.
4. Infezione:  tipo piodermite o eczematoso è rara, può essere prevenuta con adeguata terapia antibiotico di routine.


Bisogna anche prevenire calore e freddo intenso. E’ sconsigliato l’uso di creme esfolianti.
Per aree estese del viso, indichiamo sempre un’anestesia generale in regione poco estese può essere utilizzata l’anestesia locale.


 

Medicazione

La medicazione viene eseguita con una pellicola di cellulosa (BIOFILL) che è un sostituto temporaneo della pelle che permette il passaggio di vapore d’acqua in uscita, ma blocca il passaggio batterico in entrata.

L’esposizione al sole deve essere molto lenta e graduata, dopo almeno 3-4 mesi usando cappellino con visiera e protettori solari. Bisogna anche prevenire calore e freddo intensi. E’ assolutamente sconsigliato l’uso di creme esfolianti.